Ottenuto un impasto piuttosto duro, nella maniera classica, lo si lascia riposare una mezzoretta e quindi lo si forma a spaghettoni, che vengono tagliati ad una lunghezza circa di dieci centimetri.

Questi tranci vengono posti sotto al ferro, come si vede nella foto seguente,
Poi si rotola, spostando le mani verso l'esterno, come nelle due foto successive,

quindi il ferro lo si mette in verticale, si batte dolcemente sulla spianatoia e ci si aiuta con la mano per sfilare il maccherone, ormai pronto.


Il condimento principe dei maccheroni è il Ragù con il formaggio pecorino, nel periodo di Carnevale a Colobraro, il paese della Basilicata d'origine di mia madre alla quale sono ispirate molte delle ricette del blog, si usano condire con il Pepe Nero appena pestato, non macinato, al posto del formaggio. Forse questo deriva dall'alto costo del pepe per cui ce lo si poteva permettere una sola volta l'anno, quando erano consentite le pazzie. C'è una particolarità legata alla lunghezza eccessiva di questa pasta, tale da essere piuttosto "scomoda" se non si fa una tipica operazione, che ricorda evidentemente un antico rito. Questa preparazione abitualmente si serve in zuppiera unica ed il padre o la madre di famiglia esercitano un taglio in croce, che sicuramente si rifà ad un rito ed ha l'utilità di ridurre questa pasta ad una misura più comoda.

la prossima volta la condiamo così, sfiziosissimo! Grazie Mimmo però Claudia deve continuare ad usare la trafila per il kenwood perchè gliel'ho regalata io per il compleanno ;D
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