La dieta si fa contenendo le quantità non la qualità
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7 agosto 2012

Gregada - Purè di Patate in tegame con Pesce

Mesi ideali per questo piatto: Tutto l'anno

L'ispirazione per questa rielaborazione ci è venuta da un recente post, letto da qualche parte, di cui abbiamo perso il link, anche una ricerca con Google è stata vana, pertanto chi si dovesse riconoscere abbia la compiacenza di compatirci e contattarci per poter inserire, se quel che abbiamo scritto gli piace, la doverosa citazione.
Questo è un piatto dell'Alto Adriatico, anzi data la particolarità e dato che anche noi siamo sullo stesso mare, potremmo anche dire dell'Altro Adriatico. Ci sono versioni, simili nei fondamentali, sia dalla parte triestina che croata. Il nome sembrerebbe riferirsi a qualcosa che viene dalla Grecia ma data la somiglianza con le Patate in Tecia, un piatto alpino di quelle parti, l'origine del nome potrebbe anche essere un altro. Come quello alpino è un insaporimento di patate lessate in un intingolo di strutto, cipolle ed odori vari, l'unica differenza è che la versione marinara ha l'uso dell'olio di oliva al posto dello strutto, usanza comunque sicuramente entrata in tempi recenti. Su tutto questo si potrebbero fare mille ipotesi, non sappiamo se esistono documenti datati, che possano aiutare, saremmo lieti di ricevere ulteriori informazioni, chiarimenti ed anche, perché no? correzioni.
I due piatti trovano origine negli usi più modesti delle classi bracciantili. Non dimentichiamo, che a calcoli fatti, prima dell'unità d'Italia un bracciante agricolo veneto, e ritengo che il discorso si possa estendere a tutto il territorio circostante, costava al proprietario terriero, suo datore di lavoro, meno di quando nel complesso, dall'acquisto al mantenimento ecc..., costasse uno schiavo nelle Americhe. E' naturale che queste classi poverissime avessero una cucina costituita dai prodotti più economici a disposizione, tra questi c'erano sicuramente le patate ed era appunto anche questo un piatto che le donne facevano trovare anche ai pescatori al loro rientro al mattino. Qualche volta, per abbondanza del pescato, scarsa vendita o, molto più raramente, per benevolenza del padrone della barca, tornavano a casa con qualche pesce anche perché rovinati nell'estrarli dalla rete o mangiucchiato da altri pesci ed allora li si puliva e li si adagiava sulle patate in cottura, in pochi minuti il pesce era cotto e si passava a gustare questa povera, arricchita dalla "fortuna", colazione, che per i pescatori era pranzo e cena, li aspettava il letto, lasciato libero dagli altri componenti della famiglia, che avevano la "fortuna" di sbarcare il lunario alla luce del sole. All'imbrunire, almeno si sperava, si doveva tornare a guadagnare "la giornata", se le condizioni atmosferiche l'avessero permesso, si doveva nuovamente salpare per un'altra nottata di lavoro.
 Noi abbiamo fatto una moderata rielaborazione, utilizzando gli ingredienti, le tecniche e i mezzi più semplici e probabili, cercando di rispettare la frugalità del piatto, e ottenuto un risultato, a nostro parere, molto soddisfacente, uno splendido, salutare e dietetico abbinamento di farinacei, verdure e pesce con le sue proteine e grassi nobili, un piatto da adottare.


Ingredienti per quattro commensali:
un chilo di Sgombri Freschissimi - qualche Pomodoro maturo - un ciuffo di Prezzemolo 
uno spicchio di Aglio - quanto basta di Sale grosso
sei etti di Patate Rosse di Polignano - due etti di Cipolla Rossa e Dolce di Acquaviva 
uno spicchio d'Aglio - un Peperoncino - otto cucchiai di Olio Extra Vergine d'Oliva 
quanto basta di Sale Fino e Pepe Nero


Pulire e spinare il pesce, per istruzioni cliccare qui, con teste e lische, gli steli del prezzemolo, pomodori, spicchio d'aglio e poco più di un litro di acqua, opportunamente salata, prepariamo un brodo con una oretta di cottura.
In questo brodo, passato volendo, si lessano le patate, sbucciate e tagliate in sottili fette. Intanto si brasano dolcissimamente le cipolle, tagliate sottilmente, in sei cucchiai di olio, aggiungendo un altro spicchio d'aglio tritatissimo, il peperoncino, spezzato per un eventuale recupero per regolare la piccantezza, e qualche stelo di prezzemolo. Quando le patate cominciano a disfarsi vanno aggiunte alle cipolle in cottura, rimestando a fiamma alta si soffriggono e se ne favorisce la trasformazione in un grossolano e saporitissimo purè.


La cottura si facilita aggiungendo qualche mestolo di brodo e con questo il suo sapore, qualcuno in più quando, distribuite per bene le patate nel tegame, vi si adagiano ordinatamente i filetti del pesce. Il piatto sarà pronto in una decina di minuti, appena i filetti avranno perso la colorazione del pesce crudo ed avranno assunto quella bianca del cotto.
Servire sparso di Prezzemolo tritato, irrorato con un filo d'Olio crudo e, volendo, un pizzico Pepe Nero appena macinato o, meglio, schiacciato al mortaio.
Questo piatto si può sicuramente preparare con altri pesci più o meno sapidi e pregiati, ci vediamo bene sia dei merluzzi che qualche triglia o qualche sauro o alice o sarda, anche un misto pensiamo potrebbe venire molto bene, calibrando dimensioni e tempi di cottura; è indubbiamente una base sulla quale lavorare. Abbiamo anche pensato ad esempio, lo diamo come argomento sul quale si può certamente creare, a molluschi quali seppie, polpi, ecc... da soffriggere insieme alla cipolla e cuocere con l'aiuto di qualche mestolo di brodo di pesce o d'altro.
Ringraziamo la food blogger nostra lettrice Erica, autrice del simpatico ed interessante blog Ogni riccio un pasticcio, che ha riconosciuto il riferimento che abbiamo fatto all'inizio del post e ce ne ha comunicato il link: da La Rivista Intelligente http://www.larivistaintelligente.it/costume/cucina-intelligente/di-genti-di-mare-adriatico

21 giugno 2012

Ruoto di Sarde e Patate, Pepe e Sale

Passando di volata davanti ad una pescheria siamo stati attratti dall'argento vivo di una cassetta di Sarde freschissime, le abbiamo ammirate ma abbiamo convenuto che erano piccoline per farle sulla brace e non avevamo nessuna voglia di far fritture, pertanto stavamo per rinunciare all'acquisto quando il pescivendolo c'ha detto "le ho prese proprio perché tenevo desiderio di farmele come na vot nel forno con pepe e sale". Ci ha incuriositi, è una metodica a noi sconosciuta. "Come, come?" abbiamo domandato. "così come sono in teglia, abbondanti di sale e di pepe".
Questa antica ricetta barese è presto detta. Una vigorosa lavata in acqua di mare per togliere le squame, che vengono via facilmente, poi in forno caldo per una ventina di minuti. Per la pulizia, data la freschezza, sarà facile provvedere, asportando del tutto testa e pancia, che dopo la cottura sarà ben soda e verrà via completamente, lasciando ben puliti i filetti.

Sulla base di questa ricetta, non sentendocela di proporvela in tutta la sua crudezza, abbiamo fatto qualche lieve modifica e, trovatola eccellente, ve la riproponiamo.


Ingredienti per due o tre persone:
mezzo chilo di Sarde di media misura - due etti circa di patate 
un cucchiaio di Olio Extra Vergine di Oliva - una generosa presa di sale fino e di pepe nero



Pulire le sarde nella maniera classica, tirando la testa e facendo in modo che con essa vengano via anche le interiora, se non l'avete mai fatto, provateci, è facile, basta un pochino di pratica. Questi pesci hanno squame che vengono via con facilità mentre si lavano vigorosamente, meglio in acqua marina o, in mancanza, acqua opportunamente salata, potrebbe servire l'aiuto di un coltello per portar via qualche squama più resistente. Mentre le sarde stanno a scolare, tagliare piuttosto sottilmente la patata, tenendo conto che dovrà cuocere nel breve tempo richiesto dal pesce e con le fettine foderare una teglia preventivamente unta con l'olio. Disporre ordinatamente i pesci ed infornare per una ventina di minuti in forno caldo a 170°C per una ventina di minuti.


Le Sarde, bombe di Omega 3 allo stato puro, sono state servite oltre che con le loro patate anche con Peperoni Arrostiti alla Messicana. Ricetta molto semplice, basta dividere a metà i peperoni, ripulirli di picciolo, semi e filamenti, cospargerli d'Olio EVO all'esterno, passandoli tra le mani, si pongono quindi in teglia con la parte esterna verso l'alto. La cottura sarà al grill, sistemando la teglia a metà altezza. Saranno cotti quando la pelle sarà sollevata. E' questo il modo di cuocerli facilmente per chi li ama piuttosto crudi o, spellatili, intende farne ulteriore cottura, che può essere una gratinatura, imbottitura, ecc . . .
I Peperoni spellati sono stati conditi con Olio Extra Vergine di Oliva Cima di Bitonto, Aglio a fettine, foglioline di Menta fresca e sale. Al posto della menta va benissimo anche Sedano, comprese le coste, o foglie di Prezzemolo.

Dimenticavo da noi con la parola "Ruoto" si indica la teglia rotonda, dato che con il termine "Tiella", che sembrerebbe il termine dialettale per teglia, si indicano più che altro preparazioni in terrine, quasi tegami, più alte di una normale teglia.


Questa ricetta è entrata a far parte dell'Abecedario Culinario d'Italia una selezione di ricette regionali dove la chiave d'accesso è una delle lettere dell'alfabeto, per le Puglie la chiave è la O di Otranto ed è ospitata dal blog di Patrizia La Melagranata

17 febbraio 2010

Ravioli di Borragine in Salsa con le Sarde

Questa mattina non volevo credere ai miei occhi, su una bancarella del mercato ho trovato la Borragine, le Urraine dei miei antenati. Non so se conoscete questa verdura campestre, per aiutarvi aggiungo una foto, vi faciliterà riconoscerla se la immaginate con dei fiorellini a cinque petali, ben distinti di un bel colore blù.



Ne ho preso un chilo e ho subito cominciato a pensare a come prepararla. C'è solo l'imbarazzo della scelta: lessa con olio e limone, fritta in pastelle varie anche ripiena con mozzarella e alice salata, frittata, ravioli . . . . ravioli!?!?!? conditi come!?!?!?!?
Pensando, pensando sono arrivato nella zona del pesce, mia moglie non si era raccomandata altro che: non comperare altro, abbiamo il frigo pieno, perché comprare roba fresca per poi mangiarla di frigo? Ma lo sguardo mi è caduto sul più umile dei pesci, il più derelitto, il più bistrattato, il più reietto: la sarda! Non pensato ma fatto, ne ho preso un chiletto, di meno non potevo, costavano troppo poco.
Mi farò, con il prezioso aiuto di mia moglie, due Raviolini ripieni di Borragine sposati con un intingolo di Sarde ispirata alla maniera dei siciliani.



Ingredienti per quattro persone:
  • Semola di Grano Duro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 300 gr
  • Pizzico di Sale
  • Acqua tiepida
  • Borragine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1/2 kg
  • Una manciata di Canestrato grattugiato
  • Una manciatina di Pepe appena macinato
  • Un pizzico di sale
  • Una grossa patata lessa
  • Un filo di Olio EVO
Lessata la Borragine in abbondante acqua salata, che va conservata per cuocervi i ravioli e aggiungerla al sugo, sminuzzarla incorporando la Patata, il Formaggio, il Pepe, il sale e l'Olio fino ad ottenere un impasto omogeneo. Intanto si sarà impastata la pasta, che, riposata, sarà stesa in una sottile sfoglia, che tagliata nella forma più gradita sarà riempita della Borragine condita.
Quando la pasta sarà pronta si passa all'intingolo, i cui ingredienti sono:
  • Cucchiai di Olio EVO . . . . . . . . . . . . . 6/8
  • Spicchio di Aglio grattugiato
  • Cipolla rossa tritata
  • Peperoncino spezzato
  • Acciughe sottosale . . . . . . . . . . . . . . . 4
  • Sarde spinate e spezzate . . . . . . . . . . 400 gr
  • Pinoli tostati
  • Uvetta ammollata
Far trasudare la cipolla e l'aglio nell'Olio che si scalda piano piano, aggiungendo il Peperoncino, quando il soffritto è pronto, togliere dal fuoco e farvi sciogliere le alici sottosale diliscate, quindi le sarde spezzate, l'Uvetta e i Pinoli, aiutando la cottura con qualche cucchiaio di acqua di cottura della Borragine, dove nel frattempo stanno cuocendo i Ravioli, quando questi salgono a galla, possono essere aggiunti al soffritto insieme a dell'altra acqua di cottura, saltarli un pò e quando saranno ben amalgamati, servirli in piatti individuali guarniti di Mollica di Pane tostata con aglio, peperoncino e prezzemolo e sarde spinate e fritte in Olio EVO senza infarinarle e sgrondarle dell'olio di frittura.

14 ottobre 2009

Pasta con le Sarde (Rielaborazione)

Questa è una rielaborazione della famosissima ricetta siciliana nella quale ci vuole il finocchietto selvatico, ben difficilmente trovabile da noi se non per autoricerca, altrettanto difficili da trovare sono diventate le Sarde, pesce povero, anzi poverissimo che, se non saputo cucinare ha un profumo molto forte, sgradito a chi nulla gli ricorda o a chi ha da ricordare solo la miseria, che certi prodotti rendeva appetibili.
Per quanto sopra noi abbiamo fatto una modifica, usando il seme di finocchio, più facile da trovare e che ci da almeno il profumo della pianta.

Ingredienti per 4 persone:
  • Bucatini di Semola di Grano Duro . . . . . 320gr
  • Sarde Freschissime . . . . . . . . . . . . . . . . . 500gr
  • Semi di Finocchietto . . . . . . . . . . . . . . . . una manciata
  • Cucchiai di Olio EVO . . . . . . . . . . . . . . . . 6
  • Acciughe sottosale . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 o 3
  • Cipolla Dorata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
  • Cucchiai di Pinoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
  • Cucchiai di Uva Sultanina . . . . . . . . . . . . 2
  • Bicchiere Vino Bianco Secco . . . . . . . . . . 1/2
  • Sale Grosso e Fino . . . . . . . . . . . . . . . . . q.b.
  • Pepe Appena Macinato . . . . . . . . . . . . . q.b.
  • Bustina di Zafferano . . . . . . . . . . . . . . . . 1
Porre a bollire l'acqua della pasta, salarla opportunamente e mettervi la manciata di semini posti in una garza o la campana del the o del brodo. Pulire, diliscare e spezzettare grossolanamente le Sarde.
Tritare finemente la cipolla e metterla ad imbiondire, aggiungere le Acciughe salate, pulite e spezzettate, quando si saranno sciolte, versare i pinoli, l'uvetta e le Sarde. Soffriggere dolcemente per qualche minuto e irrorare col vino, quando questo sarà evaporato, bagnare abbondantemente con l'acqua della pasta, che nel frattempo si è profumata di finocchietto, salare e pepare. Dopo una decina di minuti, buttare la pasta, dopo aver eliminato i semini. A cottura ultimata, le Sarde si saranno quasi sfatte e si sarà formato un bel sughetto, sciogliere in un mestolo d'acqua della pasta, che sarà quasi cotta, lo zafferano, incorporarlo, scolare la pasta e versarla nel tegame, amalgamando e terminando la cottura. Lasciare riposare qualche minuto prima di servire con una spolveratina di pepe finale.
Per chi ha la fortuna di trovare il finocchietto selvatico spiego cosa deve fare: bollirlo nell'acqua della pasta, triturarlo e aggiungerlo alla salsa insieme ai pinoli e l'uvetta.

20 maggio 2009

Filetti di Sarde al forno

Mesi ideali per questo piatto: Marzo, Aprile, Maggio, Novembre, Dicembre

Oggi siamo andati al mercato non sapendo cosa cucinare, abbiamo deciso quando siamo stati al cospetto di cotanta bellezza e convenienza. Dato il prezzo non ce la siamo sentita di prenderne meno di un chilo, erano solo a 2,00 € al chilogrammo. Siamo solo due, che ne facciamo di tutto questo pesce? Deciso: una metà la faremo in saor, un quarto sulla brace e l'altro al forno.
Il saor è un modo di conservare il pesce sarà migliore tra due o tre giorni, alla brace lo mangeremo immediatamente e al forno, se dovesse rimanere, andrà bene anche domani.
La preparazione in saor è veneta con pesce fritto, anche da noi esistono sistemi simili di consevazione. La scapece, adatta al pesce piccolo; frittolo lo si mette in tini a strati coperti di pangrattato aromatizzato con zafferano e aceto. Più semplicemente il pesce fritto lo si consevava per qualche giorno irrorandolo di aceto e sale. Tutti questi metodi erano attuati per conservare il pesce quando si facevano delle pescate abbondanti, non essendo sicuri che nei giorni successivi si avrebbe avuto la stessa fortuna.


Ingredienti per 4/5 persone:
  • Sarde o altropesce adatto . . . . . . . . . 1 kg
  • Olio exta Vergine di Oliva . . . . . . . . 2/3 cucchiai
  • Aglio
  • Prezzemolo
  • Pepe appena macinato
Questa è una ricetta adatta anche agli sgombri, sauri, tonnetti e altri pesci azzurri di buona pezzatura. Eviscerarli, squamarli, lavarli e sfilettarli con un buon coltello a lama sottile, cominciando dalla coda e sentendo sotto la lama la spina centrale.




Sistemare i filetti in bell'ordine nella teglia. Preparare un trito di prezzemo, aglio, pepe e sale; miscelare il trito con l'olio e irrorare i filetti, aggiungere un goccio d'acqua e porre in forno a 180°C per un tempo proporzionato allo spessare del pesce, nel caso delle sarde è stato sufficiente un quarto d'ora.




Allinea a sinistra

Sarde in Saor

Oggi siamo andati al mercato non sapendo cosa cucinare, abbiamo deciso quando siamo stati al cospetto di cotanta bellezza e convenienza. Dato il prezzo non ce la siamo sentita di prenderne meno di un chilo, erano solo a 2,00 € al chilogrammo. Siamo solo due, che ne facciamo di tutto questo pesce? Deciso: una metà la faremo in saor, un quarto sulla brace e l'altro al forno.
Il saor è un modo di conservare il pesce sarà migliore tra due o tre giorni, alla brace lo mangeremo immediatamente e al forno, se dovesse rimanere, andrà bene anche domani.
La preparazione in saor è veneta con pesce fritto, anche da noi esistono sistemi simili di consevazione. La scapece, adatta al pesce piccolo; frittolo lo si mette in tini a strati coperti di pangrattato aromatizzato con zafferano e aceto. Più semplicemente il pesce fritto lo si consevava per qualche giorno irrorandolo di aceto e sale. Tutti questi metodi erano attuati per conservare il pesce quando si facevano delle pescate abbondanti, non essendo sicuri che nei giorni successivi si avrebbe avuto la stessa fortuna.



Ingredienti:
  • Sarde o altro pesce da frittura . . . . . 1 kg
  • Cipolle bianche . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1/2 kg
  • Olio di Extra vergine di Olive . . . . . 1/2 lt
  • Farina per friggere . . . . . . . . . . . . . . 300 gr
  • Vino bianco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1/2 bicchiere
  • Aceto di vino bianco . . . . . . . . . . . . . . 1 bicchiere
  • Uvetta sultanina . . . . . . . . . . . . . . . . 50 gr
  • Coriandolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . una manciata
  • Pepe in grani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . una manciata
  • Chiodi di garofano . . . . . . . . . . . . . . . . 5 o 6
  • Alloro in foglie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 o 4 foglie


Mettere ad ammollare l'uvetta nel vino bianco. Tagliare in maniera molto sottile la cipolla e tenerla a bagno un'oretta o più, questa è una ricetta nella quale la cipolla dovrebbe risultare il più dolce possibile. Intanto eviscerare il pesce, privarlo delle teste, squamarlo, lavarlo ben bene e metterlo a scolare, infarinatolo, friggerlo in abbondante olio extra vergine di olive. La ricetta originale, del tempo che si digeriva tutto e non si buttava niente, prevede di filtrare quest'olio ed usarlo per il proseguo della ricetta, se volete ottenere un risultato più leggero, procedere come segue. Asciugare ben bene i pesci dall'olio di frittura e usare olio nuovo per mettere a soffriggere la cipolla condita con pepe in grani, coriandolo, chiodi di garofano e foglie di alloro. Far appassire dolcemente, a metà cottura aggiungere l'aceto secondo la sua forza ed il vostro gusto e alla fine l'uvetta. Porre il pesce e la salsa a strati, ripetere fino all'esaurimento del tutto, terminando con la salsa; conservare nelle parte bassa del frigo per gustarlo almeno dopo due o tre giorni.


19 maggio 2009

Sarde alla Brace



Oggi siamo andati al mercato non sapendo cosa cucinare, abbiamo deciso quando siamo stati al cospetto di cotanta bellezza e convenienza. Dato il prezzo non ce la siamo sentita di prenderne meno di un chilo, erano solo a 2,00 € al chilogrammo. Siamo solo due, che ne facciamo di tutto questo pesce? Deciso: una metà la faremo in saor, un quarto sulla brace e l'altro al forno (clicca qui per ricetta).
Il saor è un modo di conservare il pesce sarà migliore tra due o tre giorni, alla brace lo mangeremo immediatamente e al forno, se dovesse rimanere, andrà bene anche domani.
La preparazione in saor è veneta (clicca qui per ricetta) con pesce fritto, anche da noi esistono sistemi simili di consevazione. La scapece, adatta al pesce piccolo; frittolo lo si mette in tini a strati coperti di pangrattato aromatizzato con zafferano e aceto. Più semplicemente il pesce fritto lo si consevava per qualche giorno irrorandolo di aceto e sale. Tutti questi metodi erano attuati per conservare il pesce quando si facevano delle pescate abbondanti, non essendo sicuri che nei giorni successivi si avrebbe avuto la stessa fortuna.
Passiamo alla preparazione della ricetta più semplice, l'arrosto.
Eviscerate e lavate, non troppo, non squamate le sarde si mettono sui carboni ardenti a fuoco molto vivace dopo averle bagnate in olio e aceto, continuare ad irrorarle con questo intruglio durante la cottura, sevendosi di un ciuffo di prezemolo, salarle solo a fine cottura per evitare che il sale le asciughi troppo. Si consiglia di gustarle accompagnandole con una insalata di cipolle rosse fresche di Tropea o anche di Acquaviva, condite con olio, aceto, sale e pepe.

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