La dieta si fa contenendo le quantità non la qualità

8 aprile 2010

Tiedd d'Agnidd o furn cu l Patan - Tiella di Agnello al Forno con Patate

Mesi ideali per questo piatto: Febbraio, Marzo, Aprile, Ottobre, Novembre

Da un po' di tempo c'è un movimento di animalisti e mal'informati ambientalisti, che portano avanti una battaglia contro i  "mangiatori di cuccioli". Rispettiamo tutte le opinioni ma quando queste battaglie sono pervase da ignoranza cerchiamo di dire la nostra per una chiarezza, che non fa mai male e potrebbe aiutare altri con legittimi dubbi o pochi argomenti di difesa.
Bisogna avere le idee ben chiare ed essere ben informati per portare avanti della battaglie contro abitudini culturali radicate, non bisogna averne solo poche e confuse, che cercano di far solo leva sui sentimenti o meglio sentimentalismi. 
L'animalista puro, pertanto vegetariano convinto, dal suo punto di vista ha ragione e lo rispetto se è pienamente coerente e lo è per profonda convinzione e non da una moda dilagante, che spinge come alternativa a consumare prodotti costosissimi e lontanissimi, non solo per cultura ma anche e soprattutto per luogo di produzione, con tutto quello che comporta in costo di inquinamento per trasporti, conservazione e produzioni di dubbia provenienza. Dato che l'essere animalista non può prescindere dall'essere ambientalista, l'ambiente è la prima protezione per gli animali, è bene che si facciano bene i conti. 
Altro conteggio da fare è, dato per scontato che non tutti possiamo essere vegetariani, e dato che comunque gli allevamenti, generalmente intensivi, quelli che seriamente nutrono il mondo, sono molto inquinanti, avrà prodotto molto più inquinamento un chilo di carne d'animale adulto che quello di uno giovane, la grandissima differenza la fanno la produzione dei mangimi, con i conseguenti inquinanti, di cui ogni animale deve nutrirsi, tenendo particolarmente conto che solo il 10% circa di quel che mangia diventa accrescimento, il resto è destinato al suo metabolismo. Fatti due conti, forse conviene finire di chiamare "cuccioli" agnelli, capretti e così via e riservare questo termine affettivo ai soli animali da compagnia.
Considerando che quegli animali non nascerebbero neanche se non ce ne fosse il consumo da piccoli, che negli allevamenti comunque andrebbero soppresso un certo numero di maschi, che nascono per il 50% circa e di cui ne servirebbero meno del 5%, fermo restando che siamo per un trattamento umano e naturale degli animali in vita e per una morte indolore, questo sia per l'amore ed il rispetto che abbiamo per loro, sia perché questo, com'è ovvio, non fa che migliorare la qualità delle loro carni.
Detto questo e invitando i lettori a rilevare che questo blog ha oltre l'80% di ricette vegetariane, la nostra alimentazione in effetti è pressoché tale, essendo tale la nostra tradizione, passiamo ad illustrare la preparazione.
L Tiedd - Le Tielle sono una preparazione molto diffusa nel sud e particolarmente in Puglia dove se ne fanno di ogni cosa. Il recipiente per la cottura sarebbe preferibile che fosse in terracotta ma vanno abbastanza bene anche vecchie teglie d'alluminio o moderne in acciaio o altro.


Ingredienti per 4 persone:
un chilo e mezzo o due chili circa di Agnello a pezzi piccoli - un chilo e mezzo circa di Patate
uno o due Spicchi di Aglio - uno o due rametti di Prezzemolo 
due o tre rametti di Rosmarino fresco - quattro cucchiai di Olio EVO 
Strutto o Cotica per ungere la Tiella - quanto basta di Pepe Nero e Sale

Per questa ricetta noi preferiamo il quarto anteriore dell'agnello, anzi, per dirla tutta, il pezzo da me preferito è la costatina bassa, quella con la ventresca. I pezzi devono essere piuttosto piccoli. In base alla parte usata va regolata la quantità totale, cambiando la proporzione tra carne e ossi, se si usa la parte del cosciotto può bastarne anche un chilo o poco più per 4 persone.
Sciacquare l'agnello e metterlo ad asciugare in un colapasta. Pulire le Patate, tagliarle a dadine e metterle con acqua perché non anneriscano. Intanto preparare in una tazza l'intingolo con Olio, Aglio grattugiato, Prezzemolo tritato, sale e pepe appena macinato, con questo untare i pezzi di carne e adagiarli sul fondo della tiella, untato con strutto o stofinandolo con una cotica (metodo classico), con lo stesso intingolo irrorare le patate poste in una coppa, condirle ben bene, rimestandole e disporle nella tiella a coprire completamente la carne, ancora sopra poggiare il rosmarino (legato con un filo se secco, perché non perda gli aghetti).
Porre la tiella in forno caldo a 200°C, al primo livello dal basso. Assolutamente non aprire il forno prima di una oretta, si bloccherebbe la cottura delle patate. Passato questo tempo, quando le patate cominceranno ad imbiondirsi, aiutandosi con una pinza, passare la carne al di sopra delle patate, non usare la forchetta che romperebbe la carne ormai cotta. Passare la tiella nella posizione centrale del forno e lasciare ancora una mezz'oretta per rosolare il tutto, rigirando solo la carne.
In verità la ricetta originale prevederebbe anche una spolverata di pecorino grattugiato, a noi non piace quindi non lo mettiamo e consigliamo di non metterlo per gustare a pieno la carne. C'è anche chi spolvera con una miscela di pangrattato e pecorino, questo può essere un po' meglio, comunque noi non facciamo neanche questo.
Probabilmente tra i nostri ascendenti abbiamo avuto degli ebrei, che tra i tanti dogmi della cucina hanno anche quello di non cucinare mai la carne con il latte o suoi derivati.


Inutile dire che con questo stesso metodo si cucinano altri piccoli animali o parti di animali che si possono rendere piccole. Facciamo così anche Capretto, Maialino, Pollo, Faraona, ecc . . .

Pasta e Carciofi


Ingredienti per quattro persone:
  • Carciofi . . . . . . . . . . . . . . . . 2 o 3
  • Spicchi di Aglio . . . . . . . . . . 1 o 2
  • Foglie di Prezzemolo . . . . . . 2 o 3
  • Cucchiai di Olio EVO . . . . .  6
  • Sale e Pepe Nero . . . . . . . . q.b.
  • Pasta a piacimento . . . . . . .  320gr
Mondare e tagliare fini fini i Carciofi e metterli in acqua con limone. Chi non dovesse gradire il limone può mettere un pizzico di farina nell'acqua. Intanto scaldare 3 cucchiai di olio in un tegame, insieme agli spicchi di Aglio schiacciati e una foglia intera di Prezzemolo con il gambo, versarvi i carciofi e uno o due bicchieri di acqua, che sia sufficente alla cottura dei carciofi in modo che quando questi saranno cotti vi sia solo olio, salare.
Per la scelta della pasta noi troviamo adatta sia quella lunga che quella corta, l'importante che sia di buona qualità, trafilata al bronzo ed essiccata al naturale e sia cotta in abbondante acqua salata. Quando sarà  ben al dente aggiungerla all'intingolo ripulito dell'Aglio e Prezzemolo, grondande d'acqua, far finire la cottura, rimestando perché si formi il sughetto. Spegnere, impepare con Pepe Nero appena macinato, spolverare con Prezzemolo appena tritato, irrorare con Olio EVO, rimestare e servire.

7 aprile 2010

Tagliatelle Nere ai Ricci di Mare

Mesi ideali per questo piatto: Marzo, Aprile, Maggio, Novembre, Dicembre

Innanzitutto preparare una Pasta all'Uovo, la nostra ricetta la trovate cliccando qui, con qualche goccia di Nero di Seppia, quello naturale che ci saremo conservati dalla pulitura di una seppia freschissima, deve essere veramente nera.
Lasciarla asciugare, ripiegare e tagliare.
Intanto estrarre la Polpa dai Ricci (clicca qui per le istruzioni) e metterla da parte. Scaldare dell'Olio EVO con dell'Aglio schiacciato, un pezzetto di Peperoncino e due foglie di Prezzemolo (La ricetta è la stessa di Linguine con Ricci di Mare, tranne che per il tipo di pasta).


Quando l'olio sarà ben caldo aggiungere due cucchiai di Salsa di Pomodoro, quando il tutto sarà amalgamato, ripulire il sughetto dal Prezzemolo, dall'Aglio e dal Peperoncino e aggiungerre le Tagliatelle ancora molto al dente cotte in abbondante acqua salata o meglio, se disponibile, in Brodo di Pesce o di Crostacei.
Far cuocere la pasta aggiungendo qualche cucchiaio della sua acqua di cottura e quando questa sarà cotta spegnere il fornello ed aggiungere la Polpa dei Ricci, amalgamando con l'aggiunta di un filo di Olio Crudo, una spolverata di Prezzemolo tritato e servire.

Pulizia dei Ricci di Mare


Occorre un coltello a punta, meglio se è a Grammedd, italianizzato in Grammedda o Grammella, il coltello a forma di foglia di olivo che usiamo noi a Taranto, o la Pinza per Ricci, che si vende nei negozi specializzati, serve ancora una bacinella con acqua di mare se non c'è prendere dell'acqua di rubinetto e salarla al punto giusto, serve ancora una tazza in cui raccogliere la Polpa ed un cucchiaino per facilitarsi il compito.


Mettere il Riccio nel palmo della mano con la bocca verso l'alto e tranciarlo ad un po' meno della metà con la pinza o scavarlo con la punta della Grammedda, partendo dalla bocca, che viene via in un solo colpo, fino a scoprite tutto il ben di dio che c'è all'interno, operando con accortezza per evitare di rompere eccessivamente questo scrigno di bontà.


Con un colpo secco dall'alto verso il basso si estrarranno buona parte delle parti non belle rosse e mangerecce e poi lo si sciacqua a faccia in giù nell'acqua di mare e si perfeziona la pulizia con la punta del coltello, un cucchiaino o il manico di questo, finché non resta soltanto una stella rossa, questo è ciò che vogliamo






se intendiamo mangiare i Ricci crudi, sistemiamoli in un bel piatto e poi mangiamoli con un pezzetto di pane, che serve a fare la “scarpetta”, sbrigandosi perché sono molto deperibili una volta liberati del loro guscio. Se volete fare la prova, li vedrete disfarsi, trasformandosi in una gelatina rossa.



Se invece vogliamo usare la polpa per far la pasta o altro, toglierla delicatamente con un cucchiaino e riporla in una tazza, per usarla comunque nel giro di mqssimo qualche decina di minuti.


6 aprile 2010

Parmigiana di Carciofi

 
Variante sul tema Parmigiana, come le altre anche questa è fatta con una verdura dorata e fritta e altri ingredienti come al solito.

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