Mesi ideali per questo piatto: Febbraio, Marzo, Aprile, Ottobre, Novembre
Da un po' di tempo c'è un movimento di animalisti e mal'informati ambientalisti, che portano avanti una battaglia contro i "mangiatori di cuccioli". Rispettiamo tutte le opinioni ma quando queste battaglie sono pervase da ignoranza cerchiamo di dire la nostra per una chiarezza, che non fa mai male e potrebbe aiutare altri con legittimi dubbi o pochi argomenti di difesa.
Bisogna avere le idee ben chiare ed essere ben informati per portare avanti della battaglie contro abitudini culturali radicate, non bisogna averne solo poche e confuse, che cercano di far solo leva sui sentimenti o meglio sentimentalismi.
L'animalista puro, pertanto vegetariano convinto, dal suo punto di vista ha ragione e lo rispetto se è pienamente coerente e lo è per profonda convinzione e non da una moda dilagante, che spinge come alternativa a consumare prodotti costosissimi e lontanissimi, non solo per cultura ma anche e soprattutto per luogo di produzione, con tutto quello che comporta in costo di inquinamento per trasporti, conservazione e produzioni di dubbia provenienza. Dato che l'essere animalista non può prescindere dall'essere ambientalista, l'ambiente è la prima protezione per gli animali, è bene che si facciano bene i conti.
Altro conteggio da fare è, dato per scontato che non tutti possiamo essere vegetariani, e dato che comunque gli allevamenti, generalmente intensivi, quelli che seriamente nutrono il mondo, sono molto inquinanti, avrà prodotto molto più inquinamento un chilo di carne d'animale adulto che quello di uno giovane, la grandissima differenza la fanno la produzione dei mangimi, con i conseguenti inquinanti, di cui ogni animale deve nutrirsi, tenendo particolarmente conto che solo il 10% circa di quel che mangia diventa accrescimento, il resto è destinato al suo metabolismo. Fatti due conti, forse conviene finire di chiamare "cuccioli" agnelli, capretti e così via e riservare questo termine affettivo ai soli animali da compagnia.
Considerando che quegli animali non nascerebbero neanche se non ce ne fosse il consumo da piccoli, che negli allevamenti comunque andrebbero soppresso un certo numero di maschi, che nascono per il 50% circa e di cui ne servirebbero meno del 5%, fermo restando che siamo per un trattamento umano e naturale degli animali in vita e per una morte indolore, questo sia per l'amore ed il rispetto che abbiamo per loro, sia perché questo, com'è ovvio, non fa che migliorare la qualità delle loro carni.
Detto questo e invitando i lettori a rilevare che questo blog ha oltre l'80% di ricette vegetariane, la nostra alimentazione in effetti è pressoché tale, essendo tale la nostra tradizione, passiamo ad illustrare la preparazione.
L Tiedd - Le Tielle sono una preparazione molto diffusa nel sud e particolarmente in Puglia dove se ne fanno di ogni cosa. Il recipiente per la cottura sarebbe preferibile che fosse in terracotta ma vanno abbastanza bene anche vecchie teglie d'alluminio o moderne in acciaio o altro.
Ingredienti per 4 persone:
un chilo e mezzo o due chili circa di Agnello a pezzi piccoli - un chilo e mezzo circa di Patate
uno o due Spicchi di Aglio - uno o due rametti di Prezzemolo
due o tre rametti di Rosmarino fresco - quattro cucchiai di Olio EVO
Strutto o Cotica per ungere la Tiella - quanto basta di Pepe Nero e Sale
Sciacquare l'agnello e metterlo ad asciugare in un colapasta. Pulire le Patate, tagliarle a dadine e metterle con acqua perché non anneriscano. Intanto preparare in una tazza l'intingolo con Olio, Aglio grattugiato, Prezzemolo tritato, sale e pepe appena macinato, con questo untare i pezzi di carne e adagiarli sul fondo della tiella, untato con strutto o stofinandolo con una cotica (metodo classico), con lo stesso intingolo irrorare le patate poste in una coppa, condirle ben bene, rimestandole e disporle nella tiella a coprire completamente la carne, ancora sopra poggiare il rosmarino (legato con un filo se secco, perché non perda gli aghetti).
Porre la tiella in forno caldo a 200°C, al primo livello dal basso. Assolutamente non aprire il forno prima di una oretta, si bloccherebbe la cottura delle patate. Passato questo tempo, quando le patate cominceranno ad imbiondirsi, aiutandosi con una pinza, passare la carne al di sopra delle patate, non usare la forchetta che romperebbe la carne ormai cotta. Passare la tiella nella posizione centrale del forno e lasciare ancora una mezz'oretta per rosolare il tutto, rigirando solo la carne.
In verità la ricetta originale prevederebbe anche una spolverata di pecorino grattugiato, a noi non piace quindi non lo mettiamo e consigliamo di non metterlo per gustare a pieno la carne. C'è anche chi spolvera con una miscela di pangrattato e pecorino, questo può essere un po' meglio, comunque noi non facciamo neanche questo.
Probabilmente tra i nostri ascendenti abbiamo avuto degli ebrei, che tra i tanti dogmi della cucina hanno anche quello di non cucinare mai la carne con il latte o suoi derivati.
Inutile dire che con questo stesso metodo si cucinano altri piccoli animali o parti di animali che si possono rendere piccole. Facciamo così anche Capretto, Maialino, Pollo, Faraona, ecc . . .
















